Tutto Santo ..tranne le dita?

Non vi racconteremo la storia di Padre Pio attraverso date ed episodi noti facilmente reperibili su web. Non vi illustreremo i meccanismi e le tecniche utili ad operare una ‘conversione’ teologica-cristiana.
Ci limiteremo ad esporre alcuni fatti oggettivi tenendo ben a mente le parole di Silvano Fuso nonché una regola fondamentale del metodo scientifico e del pensiero razionale: “l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione. Quindi non è la scienza che deve dimostrare la non sovrannaturalità di un fenomeno, ma è chi sostiene l’esistenza di un miracolo che dovrebbe fornire prove concrete a favore della sua sovrannaturalità. Per quanto riguarda padre Pio, nessuno dei miracoli che gli vengono solitamente attribuiti è mai stato oggetto di controlli scientifici rigorosi e pertanto si può senz’altro affermare che relativamente ad essi non è mai stata data alcuna dimostrazione certa.”

Mentre Padre Pio era in vita non incontrò certo il favore del Vaticano.
Passò indenne attraverso le accuse di rapporti intimi con alcune collaboratrici, venne accusato di frode e furono avanzati sospetti circa i suoi rapporti con uomini d’affari estremamente controversi. Pare che fu unico azionista del più grande ospedale del sud Italia e non solo, pare fosse molto abile a sottrarsi ad ogni verifica scientifica circa le fantomatiche stimmate.
Tutti i casi sui quali è stato possibile indagare con gli strumenti della scienza hanno ricevuto, in realtà, un’interpretazione perfettamente naturale, senza bisogno di tirare necessariamente in ballo interventi trascendenti. Gli unici casi sui quali la scienza non può dire nulla sono solamente quelli sui quali non è stata possibile un’indagine diretta, o perché si tratta di eventi appartenenti a un passato remoto o perché la stessa indagine è stata volontariamente impedita dalle autorità religiose poiché ritenuta sacrilega.
A proposito di quelle piaghe, Sergio Luzzato ci riporta le testimonianze di due buoni cristiani della diocesi pugliese che gettano sul corpo dolorante del cappuccino un’ombra sinistra dall’odore di acido fenico .
Una smentita è subito pronta a rilanciare l’autenticità dell’evento miracoloso.
Curioso che l’opera divina si manifesti attraverso il dolore. Eppure, proprio su un testo ritenuto sacro, è scritto che chi fa miracoli cammina sull’acqua, moltiplica i pani e i pesci, trasforma l’acqua in vino e fa risorgere i defunti. Eventi positivi e comunque non dolorosi. Il forte sospetto è che sia l’uomo a procurare cagione a se stesso piuttosto che la divina provvidenza.

Si sa che il percorso di fede di Padre Pio fu segnato da sofferenza e da tentazioni continue. Il maligno lo assillava e il buon Angiolino lo proteggeva. Si potrebbe pensare che solo i Santi abbiano a subire di queste prove invece sappiamo che molte persone soffrono di medesimi disturbi. Un Santo è comunque e prima di tutto un uomo e, come tale, potrebbe benissimo soffrire di alcune patologie.
Secondo lo psichiatra Luigi Cancrini e la sua perizia del 1999, infatti, risulta che Padre Pio  era affetto da disturbi di importanza rilevante. Cancrini firma la seguente diagnosi: “Osservando longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (manuale diagnostico preparato dall’Associazione degli psichiatrici americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico della personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa. I criteri di ricerca per il disturbo di trance dissociativa sono di ordine sintomatico e culturale.”

La salma di San Pio non presenta la caratteristica di incorrutibilità.
Vi ricordiamo tra gli episodi a cui la Chiesa cattolica più frequentemente attribuisce carattere miracoloso vi sono: l’incorruttibilità del corpo dopo la morte e l’Odore di Santità (il corpo emanerebbe profumo di fiori, anziché il consueto odore di morte).
La Positio sul miracolo viene quindi esaminata da cinque medici: se questi dichiarano di non sapere dare spiegazione razionale e scientifica dell’avvenimento, si configura la possibilità di ritenerla miracolo. L’avvenuto viene valutato da sette teologi, quindi da vescovi e cardinali.
In realtà all’atto dell’estumulazione il cadavere di San Pio non è stato rinvenuto per nulla intatto, anzi il processo decompositivo è in piena attività. Il corpo risulta corrotto .

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Per questo è stato reso necessario fornire la salma di una maschera in silicone e di quanto necessario per celare il più possibile il corpo e le dita evidentemente corificate.

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Nonostante tutto Padre Pio è indicato come modello della Chiesa universale, tanto che Papa Francesco ha voluto che la reliquia di San Pio fosse in Vaticano per il Giubileo 2016. La sua decisione ha colto molti di sorpresa dal momento che il Papa non l’aveva mai citato nei suoi discorsi. Bergoglio aveva ricevuto notizie sul suo conto solo frammentarie e di riflesso a seguito di due eventi datati 2002: la cerimonia di canonizzazione di San Pio e la scoperta, in tale occasione, della diffusione capillare dei sui gruppi di preghiera nella capitale argentina.

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Sarà San Pio con la sua maschera di silicone e con le sue dita corificate, il modello di fede autentica e di obbedienza che darà nuovo slancio alle conversioni? E’ più probabile che si rispolverino vecchie ricette per compiere veri miracoli ‘in odor di marmellata’.

Chiediamoci dunque se è tutto Santo tranne le dita. Dove le avrà messe per far sì che non si santificassero?

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Qualcuno non tarda ad esprimere con vigore il proprio dissenso verso questo simbolo del  marketing religioso e contro i fedeli stessi che accorrono per omaggiare il Santo.

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Troppo spesso chi riporta dei semplici fatti viene accusato di non aver rispetto per la fede e il credo altrui. Ci chiediamo se è questo il caso dal momento che anche chi deve controllare ed operare in virtù di essi, per primo sembra non rispettare ciò che afferma e che impone come regola arbitraria.