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DISEGNI ANOMALI CHE APPAIONO NEI CAMPI DI GRANO, LEGGENDE CHE SI PERDONO NEL TEMPO, CREDENZE POPOLARI. QUALE MISTERO CIRCONDA I CROP CIRCLES? OPERA DELL’UOMO O INTELLIGENZE IGNOTE? CE NE PARLA UMBERTO VISANI.

visani crop FHT

DAI CERCHI DELLE FATE AI CERCHI NEL GRANO: IL fil rouge DEI FAIRIES
Il fenomeno dei cerchi nel grano, o crop circles in inglese, ha ormai assunto una portata e una complessità impressionanti che travalicano però gli scopi del presente articolo. Non intendiamo, infatti, dare conto degli ultimi sviluppi in materia né delle simbologie celate negli agroglifi , bensì ci preme chiarire come il fenomeno, per quanto abbia assunto forme molto più complesse a partire dagli anni ’90, già fosse presente non solo nei decenni precedenti ma se ne possa trovar traccia anche in resoconti più antichi e in racconti folkloristici. Come riportato da Evans-Wentz , nel corso delle sue ricerche gli capitò di imbattersi, nelle colline di Howth, cittadina irlandese nelle vicinanze di Dublino, in alcune persone con cui discusse di fairy e gli venne mostrato un “anello dei fairy”: costoro gli dissero che i fairy esistono e che spesso danzano nei campi, formando cerchi all’interno dei quali l’erba viene schiacciata, per poi non ricrescervi più. Egli apprese anche di casi, in Cornovaglia, relativi a fairy giunti la notte per devastare il grano dei contadini . Questo filo rosso, tuttavia, si intravede anche procedendo a ritroso: nel Cinquecento, in Svezia, il vescovo Olaf Magnus analizzò formazioni circolari nel grano e nell’erba e giunse alla conclusione che fossero da attribuirsi alla danza degli elfi i quali avrebbero lasciato dei segni nel terreno così profondi e delle bruciature così gravi da impedire la ricrescita dell’erba. Il collegamento con resoconti più recenti è evidente: così come fino ad alcuni anni fa il ritrovamento di tracce di forma circolare sul grano veniva connesso al passaggio di Ufo , in passato veniva ricollegato al danzare dei fairy. Riportiamo alcuni casi emblematici. Il 28 luglio 1966, un certo signor Lacoste, fotografo di Saumur, e sua moglie stavano passeggiando nei pressi di Montsoreau, in Francia. All’improvviso videro una sfera rossa molto intensa attraversare il cielo: non si trattava, tuttavia, di una meteora, dal momento che, oltre a cambiare direzione, pareva toccar terra per poi riprendere quota. Lacoste e consorte pensarono trattarsi di un velivolo militare sperimentale e poterono osservarne i movimenti per circa quattro minuti, finché non scomparve. Il giorno successivo un contadino di Montsoreau, Alain Rouillet, raccontò che un’area di circa nove metri quadrati era stata schiacciata e risultava ricoperta da una sostanza giallastra oleosa . Sei mesi prima, il 23 gennaio 1966, il Sydney Sun Herald riportava la notizia relativa alla scoperta, nel Queensland, di cerchi nel grano prodotti dall’atterraggio di dischi volanti. Quattro giorni prima, infatti, George Pedley, coltivatore di banane, guidando il suo trattore nei pressi di un acquitrino noto come Horseshoe Lagoon, dopo aver udito un sibilo molto acuto, come di aria che esce da un pneumatico, vide un velivolo di colore grigio-blu di circa venticinque metri di diametro e nove di altezza alzarsi al di sopra dell’acquitrino con un movimento rotatorio, per poi allontanarsi accelerando bruscamente. Il reporter Ben Davie, del Sydney Sun Herald, giunto sul posto, scoprì che molte persone nella zona avevano avvistato un oggetto a forma di disco simile a quello osservato da Pedley e poté anche vedere di persona la traccia lasciata al suolo: un cerchio di circa dieci metri di diametro, con gli steli schiacciati in senso orario. Un secondo cerchio era costituito da una vera e propria piattaforma galleggiante formata da radici intrecciate, in apparenza strappate a forza dallo strato di fango presente negli strati più melmosi dell’acquitrino . Altri cerchi vennero trovati nelle vicinanze e vennero prelevati campioni per condurre esami scientifici. Le pseudo-teorie per spiegare la formazione dei cerchi si sprecarono: coccodrilli in amore, uccelli che compivano danze, velivoli sovietici avanzatissimi, ma nessuna – come si può ben comprendere – riusciva a spiegare in maniera credibile quanto accaduto. Senza contare che vi era pure un elemento onirico-fiabesco in parte inquietante: Alberto Pennisi, abitante della zona e proprietario del Horseshoe Lagoon, disse allo stesso Pedley che da tre settimane le sue notti erano turbate da un sogno ricorrente, in cui un disco volante atterrava nella sua proprietà. Può ovviamente trattarsi di un elemento inventato dal Pennisi come dal reporter, oppure potrebbe essere un dato che lancia un’ombra oscura sul nesso di causalità tra immaginazione e realtà nelle tematiche Ufo, nel senso che il pensiero potrebbe evocare la comparsa del fenomeno, ma vi sono troppi pochi elementi per poter avanzare un’ipotesi in questo senso . Da questi casi notiamo come il passaggio di oggetti volanti non identificati di forma discoidale fosse spesso seguito dalla comparsa al suolo delle tracce del loro atterraggio, che provocava lo schiacciamento delle spighe su cui si posavano. Questo fenomeno, molto comune tra gli anni ’50 e ’80, è scemato in maniera repentina, lasciando spazio a un fenomeno ancora più complesso, dal momento che, negli ultimi vent’anni, si sono viste formazioni sempre più maestose sui campi di tutto il mondo, specialmente nel sud dell’Inghilterra. L’elemento che qui ci interessa maggiormente consiste nel notare come vi siano forti somiglianze tra il fenomeno dei cerchi nel grano delle origini (quello caratterizzato da mere tracce circolari al suolo senza una forte complessità geometrica) e i cerchi dei fairy. Entrambi sono ricondotti all’operato di entità non umane, siano esse fairy piuttosto che extraterrestri e, ancor più, coloro che abitano nei pressi del luogo in cui si è formato il cerchio affermano di avere visto fairy o entità aliene. Non solo, un’ulteriore somiglianza, per quanto possa sembrare ardita, emerge da queste descrizioni: così come nei cerchi fatati i fairy danzano circolarmente prima di svanire nel nulla, così gli Ufo, quando si sollevano dalla zona sulla quale hanno formato un cerchio, sono spesso visti compiere rotazioni velocissime sul proprio asse prima di dileguarsi ad alta velocità. Evidenti i parallelismi, differenti, in parte, le modalità… un fenomeno cangiante, le cui finalità ancora sfuggono.

Umberto Visani

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Tuttavia, anche L’uomo può realizzare delle vere e proprie opere d’arte fra le spighe dei campi. Come? COSI’:

http://www.circlemakers.org/korn_circle.html

http://www.lastampa.it/2013/08/05/societa/sono-io-lalieno-che-disegna-i-misteriosi-cerchi-nel-grano-sbykifnyVXzAdWpqrFZIQI/pagina.html

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One thought on “Articoli

  1. Silvano Cavallina ha detto:

    Fate , elfi e alieni che fanno i crop circles… ma per piacere…

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