Lo Scienziato Cavernicolo

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Articolo di Ernesto Ferri

Concedetemi di semplificare le cose dividendo il mondo che ci circonda in due parti, il mondo reale, composto da tutto ciò che si può descrivere attraverso leggi deterministiche, oggettive e conosciute, e il mondo spirituale, composto da…. tutto il resto.

Fin dagli albori della civiltà l’uomo, sufficientemente differenziato dalla scimmia per potersi definire “intelligente”, ha cercato di rispondere alle domande che inspiegabilmente gli affioravano nella mente proponendo modelli e descrizioni del mondo che lo circondava. Il concetto di scienziato, nel senso moderno del termine nasce con Galileo nel 1600 circa, intendendo per scienziato la persona che studia la realtà con criteri sistematici; ma lo scienziato inteso come colui che vede un fenomeno e si chiede perché succede probabilmente risale alla preistoria.
La prima legge che lo scienziato con la clava avrà sicuramente studiato è stata la legge della causa e dell’effetto. Se scappo il dinosauro non mi mangia. Se butto i semi della frutta nella terra li cresceranno altri frutti. Se tocco il fuoco mi scotto.
E poi venne Dio.
Mi piace pensare che un cavernicolo stava tornando a casa con una bella preda sulle spalle. Pregustava già un buon pranzetto e una piacevole serata a raccontare attorno al fuoco balle spaziali sulla cattura dell’animale. Ma mentre era assorto nei suoi pensieri ecco che dal folto della foresta compare una belva feroce. Il nostro eroe scappa a gambe levate e nella foga perde la preda. La belva a questo punto tra un possibile pranzo che scappa e uno che se ne sta li fermo opta per la seconda scelta. Il cacciatore torna al villaggio a raccontare che un leone grande come una casa stava per mangiarlo, ma poi ha preferito mangiare la preda che aveva catturato, e aveva avuto così salva la vita.
La legge della causa e dell’effetto. Se offro una preda al leone il leone non mi mangia.
Non è ancora nato l’uomo sapiens sapiens, eppure il concetto di offerta per ottenere la benevolenza degli dei è già consolidata nella corteccia cerebrale dell’unico essere intelligente della terra. Si comincia ad offrire gazzelle morte al Dio leone per avere salva la vita e si finisce con il sacrificare giovani vergini al Dio della terra per avere un raccolto abbondante. Il passo è molto breve.
Il resto è storia. Migliaia di anni hanno visto evolvere l’umanità che diventava sempre più padrona della materia, dell’ambiente che la circonda. L’uomo impara, acquisisce, sperimenta, scrive libri di matematica, di fisica, di astronomia e di medicina. Ma rimane sempre legato al mondo spirituale ed esoterico. A scuola si parla di secoli bui e di illuminismo, ma sono approssimazioni banali. Anche nel medioevo l’uomo non ha mai smesso di ricercare, di studiare e di inventare. Prova ne è che la maggior parte degli oggetti di uso comune, il cassetto, le forbici, i libri, la sedia, il vetro e l’ orologio sono stati inventati e perfezionati in un periodo nel quale finire sul rogo per eresia era facilissimo. Non esiste periodo della storia dell’umanità nel quale l’uomo non abbia studiato, ricercato, inventato. E quando un comportamento trascende il momento storico, sociale, economico o culturale possiamo tranquillamente dire che il comportamento è innato. L’uomo è istintivamente portato ad essere uno scienziato. Ma per le stesse ragioni l’uomo è istintivamente portato a credere nell’inspiegabile, in ciò che non può (ancora) descrivere col metro e il bilancino. Tenetevi forte, l’uomo è istintivamente portato a credere nel paranormale. Quando il cervello umano non è in grado di dare una spiegazione razionale a ciò che lo circonda riaffiora il cavernicolo che offre la preda al dio leone per spiegare come mai ha avuto salva la vita quel giorno nella savana di settemila anni fa.
Non prendiamoci in giro. Tutti noi abbiamo il nostro momento mistico, quando ascoltiamo l’oroscopo ma non ci crediamo, quando non giochiamo al lotto ma mentalmente prendiamo nota dei numeri ritardatari, quando in coda nel traffico notiamo che la nostra è sempre la fila più lenta, quando di fronte ad un prestigiatore particolarmente bravo piuttosto che cercare il trucco ci lasciamo solleticare dall’idea che forse è possibile la levitazione, l’ubiquità, la magia.
Lasciarsi sedurre dal mistico, dal paranormale, dall’esoterico non è peccato, non è disonorevole. E’ insito nella natura dell’uomo, razionale e assurdamente illogico nello stesso tempo.
La differenza sta tutta nella misura in cui ci lasciamo condizionare dal nostro lato mistico e quanto lo lasciamo interagire con la nostra dimensione razionale.

Se prevale il primo siamo persone schiave delle paure, dell’ignoto, e non siamo diversi dal cavernicolo che sonnecchia latente in ognuno di noi. Se prevale il secondo siamo persone concrete, realiste, moderne e razionali.

Tutti abbiamo creduto a Babbo Natale. Poi crescendo qualcuno ha capito, qualcuno continua a crederci…

 

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