“Bufalino”: il tunnel che unisce l’Italia

Scoperta una delle tante gallerie sotterranea che si snodano in tutta la Sicilia, in un’unica rete, a partire da Messina fino a Sciacca.
Ed inspiegabilmente si parla subito di un tunnel che attraversa lo stretto di Messina da sponda a sponda. Indicazione importante: l’entrata si trova sotto la Torre Cavallo e l’uscita nelle vicinanze del Pilone a Messina.

http://itarevenge.altervista.org/spaccioapertoblog/addio-ponte-sullo-stretto-scoperto-tunnel-sotterraneo-che-collega-la-sicilia-allitalia/
Apprendiamo da questo link che “Qualcuno ha avuto l’interesse a nascondere questo collegamento tra  Sicilia e Italia” quindi la Sicilia non è parte dell’Italia! Ci stava sfuggendo la geografia, non si finisce mai di imparare!
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Ma per mettere in fuga ogni dubbio, abbiamo chiesto all’esperto  Luigi Bavagnoli, presidente dell’associazione di volontariato speleo archeologica TESES di rispondere ad alcune domande in merito a questa scoperta controversa e alquanto bizzarra.

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Nella tue esperienze esplorative, hai avuto modo di scoprire tunnel che in passato erano solo  leggendari?
Fortunatamente sì, anche perché buona parte del mio lavoro ha inizio proprio da leggende e dalle testimonianze tramandate oralmente. Allo stato attuale posso dire che più della metà dei casi investigati ha fondamenti di verità, anche se, logicamente, il trascorrere del tempo storpia i ricordi e spesso si fatica a ricondurre il mito all’ambiente originale che lo ha poi ispirato.

Esistono cunicoli e tunnel, nel sottosuolo della Sicilia, scoperti di recente?
La Sicilia, così come molte altre regioni d’Italia, conserva nel sottosuolo molte testimonianze di cavità artificiali realizzate anticamente. Grazie all’impegno di numerosi volontari, è spesso possibile riportare alla luce alcuni di questi ambienti, anche se spesso solo parzialmente.

A quale tunnel si fa riferimento nell’articolo?
Questo è un mistero. Esiste un catasto nazionale specifico nel quale vengono schedate tutte la cavità degne di importanza che vengono scoperte e studiate.
Questa non compare, non esistono dati precisi relativi ne ad uno studio ne ad un possibile inquadramento storico, infine le immagini presenti in questo articolo, così come in altri analoghi che hanno ripreso la notizia, circolano in rete da anni e si riferiscono ad altri luoghi.

Esiste la presenza di un’ampia rete di passaggi sotterranei che si estende per tutta la Sicilia partendo da Sciacca?
Non mi risulta che esista un dedalo tale o che, quantomeno, sia stato scoperto. Alcune aree sono geologicamente favorevoli a questo tipo di scavo, ma non tutte. Inoltre dobbiamo sempre ricordarci che scavare il sottosuolo, come qualsiasi altra cosa, ha un costo ed è quindi sempre finalizzato ad una necessità ben chiara. Si scavano pozzi e cisterne, si scavano necropoli, si scava per estrarre materiale, per collegare due luoghi, si scava per rifugiarsi.

Nel 200a.c. vi era la possibilità pratica di costruire un tunnel sotto il mare?
Prestando attenzione a determinati parametri sì. Con questo non dico che sia stato fatto, ma esistono testimonianze di maestranze anche più antiche che denotano grande perizia ingegneristica.

A quale scopo nel 200 a.c. avrebbero realizzato un tunnel marino se costruendo un’imbarcazione si sarebbero risparmiati tempo e risorse?
Infatti, la motivazione è l’unica variabile a contrastare i costi ed a giustificare un eventuale ‘conto economico’. Io non lo avrei fatto.

Ipotizziamo: un tunnel di 3 chilometri può ricevere adeguata areazione anche se si trova al di sotto del mare e, comunque, conservarsi in buono stato?
Tre chilometri sono molti e avrebbe richiesto dei sistemi di pompaggio dell’aria, simili a mantici o ai dispositivi che si utilizzano in miniera. Il tutto sarebbe anche dipeso molto dall’utilizzo. Non è nemmeno detto che vi dovessero transitare esseri viventi. Potrei pensare a slitte trascinate da corde.

Documenti relativi alla costruzione di un tunnel nel 200 a.c. possono esistere e se si, dove sono conservati?
E’ molto difficile trovare documenti relativi ad opere cunicolari ben più recenti! Anche fosse esistito un progetto iniziale, lo scavo sarebbe poi stato adattato al tipo di substrato che avrebbero incontrato.

Un sistema di tunnel di collegamento tra Scozia e Turchia esiste?
Nemmeno, anzi, le foto di questo articolo spesso sono state utilizzate anche per quest’altra notizia.

Chi costruiva questi impegnativi passaggi chilometrici nel sottosuolo?
Il nostro Pianeta è stato scavato per chilometri, ma per ragioni differenti ad un semplice collegamento. In certe regioni della Cina, per esempio, dove l’escursione termica che esiste tra giorno e notte è ampia, spesso si ricavano abitazioni nel sottosuolo. Esistono vere e proprie città realizzate in questo modo. Delle cave o delle miniere, si possono estendere per chilometri, seguendo i filoni buoni da coltivare.

Perché vi è tutto questo interesse nell’elaborare leggende in merito ad ipotetici tunnel?
Il fascino dell’oscuro, dell’ignoto. E’ la stessa motivazione che mi anima da quasi vent’anni. La cripta, la galleria misteriosa, il passaggio segreto… complice anche certa letteratura. Ma una cosa sono i romanzi, un’altra è l’archeologia del sottosuolo.

L’eventuale costruzione della notizia fuorviante chi colpisce?
Colpisce chi ha altro a cui pensare, che subisce le notizie e che non ha tempo e voglia di verificare. A volte è sufficiente una ricerca su internet per comprendere certe bufale. 
Al contempo favorisce che le diffonde, spesso siti o blog che ricevono un guadagno proporzionale al numero di pagine visualizzate.

Perché c’è la tendenza a pensare al complotto, alle cose non dette o insabbiate?
E’ una tendenza molto diffusa, oggi. E’ una moda, ogni epoca ha la sua ed il periodo che viviamo trasforma l’assenza di fiducia che nutriamo in ciò che vive su livelli più alti del nostro, in un male capace di modificare il nostro percepito.
Fatto che può anche essere vero, ma non avendo strumenti ne per confermarlo ne per smentirlo, preferisco non parlarne.

Chi ha scoperto il cunicolo non parla di un tunnel sotto il livello del fondo marino. Eppure si riporta notizia del collegamento tra le due sponde dello stretto di Messina. Perché?
Avendo l’impressione che la notizia originale, già falsa in partenza, fosse molto differente e che questa non sia altro che una delle numerose declinazioni della stessa, penserei ad errori di formulazione. Sarebbe interessante che i produttori di certe bufale si sforzassero un po’ di più nel realizzare notizie quantomeno credibili dal punto di vista storico, archeologico, geologico, litologico e architettonico.
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In molte città italiane, così come in Sicilia, talvolta si scoprono antichi cunicoli e passaggi sotterranei, molti dei quali utilizzati come rifugi durante i periodi di guerra o assedio. Ma da questo all’affermare che un cunicolo in terra ferma si trasformi in un tunnel sottomarino…ne passa di acqua sotto i ponti!

Il Team ringrazia Luigi Bavagnoli per il prezioso contributo.

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