A Straight Story – una storia vera

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Che il cialtronismo fosse un atteggiamento consolidato in molti settori era un dato risaputo. Che nel campo del ghost hunting esso fosse presente in forti dosi, era altrettanto risaputo. Il caso di cui raccontiamo oggi, però, vero in ogni singolo aspetto, supera ogni immaginazione, salendo sul gradino più alto di un podio di immaginari (ma ahinoi reali) cialtroni.
Per prima cosa desideriamo però fare una precisazione. Sappiamo bene che il caso di cui racconteremo non rappresenta la prassi, ma che esistono decine di seri team di ghost hunters che, per quanto utilizzino metodi da noi in passato criticati, presentano però una deontologia cui si attengono scrupolosamente, per nulla desiderosi di ingannare se stessi e gli altri.
La storia ha inizio un mese fa, quando abbiamo chiesto a un nostro collaboratore se conoscesse dei ghost hunters da intervistare per comprendere le loro ricerche (come fatto con vari team). Egli, in totale buona fede, ci ha detto di avere notizia (per quanto non conoscendola di persona) di una ragazza che, già dal nome su facebook, affermava di essere una ghost hunter. Interessati dalla segnalazione, abbiamo preso contatti con costei, girandole la nostra intervista standard composta di una trentina di domande.
Già dai primi scambi via email, abbiamo avuto modo di pensare: sintassi errata, frasi sgrammaticate, ripetuto utilizzo della parola “imail” invece di “email”, punteggiatura quasi inesistente e, ove utilizzata, totalmente sbagliata. Tuttavia, consapevoli che non occorra uscire dall’Accademia della Crusca per essere ghost hunters, abbiamo atteso di ricevere le risposte per poter formulare un giudizio.
Ed è proprio qui, dalla lettura delle risposte, che abbiamo capito che ci trovavamo di fronte a una persona che non aveva mai fatto alcuna indagine in vita sua: come “Capa” (appellativo con cui ella si riferisce alla sua persona) delle operazioni su campo nonché sensitiva, medium, psicologa, disconosce la funzione delle attrezzature e anche la preparazione tecnica di base ci è sembrata pressoché nulla. Pasticciato l’ordine logico nel riferirsi circa il presunto mondo degli spiriti e loro classificazione. L’approccio metodico è discutibile sotto ogni profilo. Un mare di menzogne, nessuna foto a corredo, nessuna indicazione di scientificità, insomma il classico tarocco.
Troviamo oltremodo ridicola l’intera vicenda: inventarsi di essere chi in realtà non si è, spacciarsi ghost hunter per dare forse un tocco di interesse a una vita totalmente piatta da fare invidia al Bill Murray di “Ricomincio da Capo”. Proprio ciò che consigliamo a questa “Lady”: ricominciare da capo, su basi di onestà con se stessa, prima che con il mondo esterno…
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Abbiamo nel nostro archivio la suddetta intervista, ma abbiamo valutato l’idea di non proporla nell’immediato, certi che questo ammonimento possa dare a questa persona la giusta illuminazione per dedicarsi solo a ciò in cui è capace. 

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