I bambini malati non si curano con un K-2

In questo articolo non vedrete un titolo divertente, né troverete le imprese o le interviste di sedicenti indagatori del paranormale.
Quello che stiamo per riportarvi è l’esposto di una persona che ci ha segnalato un fatto che lascia senza parole.
Rimane solo il vivo intento di far conoscere a tutti coloro che si rivolgono al nostro staff e agli amici del web che siamo presenti e pronti a farci carico di realtà scomode a molti.

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Siamo in una provincia italiana, una madre viene lasciata sola a crescere ed educare due bambini. Nella casa dove abitano accadrebbero, a quanto viene riferito, dei fatti che lasciano tanti dubbi e poche risposte.
Un amico di fiducia vicino alla famigliola che ascolta e osserva la situazione dall’interno, convince la madre dei bimbi che l’origine degli eventi è di tipo soprannaturale.
L’amico le propone di effettuare pertanto, un’indagine paranormale per accertare quale presunta entità infesti la casa dal momento che le porte si muovono da sole, si avvertono improvvise folate di freddo e gli animali domestici fissano il vuoto lamentandosi senza apparente senso. Egli stesso, appassionato di paranormale, scatta in modo amatoriale delle fotografie. Nota delle pareidolie e questo gli basta per pensare che la strada sia quella giusta. Spedisce gli scatti a dei presunti indagatori del paranormale che confermano i suoi timori. A questo punto i dubbi aumentano e anche la signora si convince che la cosa migliore sia andare a fondo attraverso un’indagine non convenzionale.

Su richiesta dell’amico, viene condotta da parte di un team italiano un’indagine di tipo “metafonico” e appare chiaro, dai risultati emersi, che la casa è infestata da presunte entità dalle dubbie intenzioni e in particolar modo la camera da letto.
Non sappiamo, per inciso, quali metodi risolutivi siano stati adottati alla luce di questo, ma sappiamo che decorsi pochi mesi dalla prima indagine, il quadro generale si complica. Al risveglio, il bambino più piccolo, presenta ematomi e graffi di origine ignota.
L’amico della donna insiste per riottenere un’indagine di tipo paranormale e fa richiesta ad un altro gruppo di ricerca divulgando la notizia a terzi, ma evitando qualsiasi consiglio di rivolgersi, invece, a psicologi o centri sociali sostenendo che tutto il possibile già era stato fatto.
Tutt’oggi non sappiamo cosa ne sia della famiglia o del bimbo o a chi si siano rivolti per l’ennesima indagine. Ma sappiamo che il bimbo di maggiore età è affetto da una sindrome genetica molto particolare di difficile cura, che gli crea molti problemi anche a livello psicologico (scatti improvvisi d’ ira e altro) che non hanno nulla a che fare col paranormale.
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Possiamo solo immaginare quanto sia difficile per una madre trovarsi unita al dolore del figlio e all’impotenza dei medici che lo seguono. Forte anche il desiderio di ricevere un minima speranza.
Ciò che non capiamo è perché chi opera nel campo del presunto paranormale non consigli adeguati interventi (professionisti e psicologi) piuttosto che impicciarsi in situazioni ben oltre la loro portata, rischiando di aggravare quadri clinici già difficili. Non ci sembra ne etico ne operoso anche se ne fosse accertata la buona fede.
Rimane implicito che questo bambino è una vittima e lo sarà fino a diversa soluzione. Non conosciamo il responsabile ma sicuramente non è uno spettro.

Il nostro staff non è a conoscenza di luoghi e nomi di persone coinvolte nei fatti sopracitati.

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