Crew Hesperya

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Siamo una Crew di ricerca nel campo del paranormale. Svolgiamo indagini attraverso l’uso di strumenti strettamente scientifici al fine di determinare la natura delle anomalie a noi segnalate presso luoghi pubblici o privati riguardo eventi apparentemente inspiegabili.

“E’ quando la luce del giorno muore nelle ombre del crepuscolo e tutto intorno piano piano si addormenta che si cerca ciò che si è spento ma non è scomparso”

http://www.hesperya.net
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Quali diplomi o studi servono per diventare un ricercatore di paranormale? Come dice il termine stesso, ricercare è più una missione che una disciplina. Nel paranormale non esistono studi specifici, perché si parla di fenomeni che non hanno ancora una spiegazione scientifica, ma questo significa che allora chiunque può farlo. Essere a conoscenza delle casistiche nella storia e sapere usare gli strumenti che adoperi durante la ricerca, necessitano sicuramente di studio alle spalle e continui aggiornamenti. Questi fenomeni non capitano quando lo desideri, quindi un pizzico di fortuna ci vuole, ma è altrettanto vero che se non hai competenza, i dati rilevati sono incerti già dall’inizio.



Con la vostra attività di ricerca avete visitato molti luoghi infestati? Quanti lo erano realmente? La crew di hesperya ha fatto molti sopralluoghi e tante indagini, ma non sempre abbiamo trovato anomalie che ci facessero pensare ad una infestazione. Stabilire quante dimore siano infestate realmente sarebbe un azzardo, in quanto il non avere riscontri non significa necessariamente che quel luogo non abbia avuto qualche manifestazione anomala. Ci sono eventi che pare si verifichino raramente, mentre altri più di frequente. Spesso le testimonianze sono frutto di suggestione, ma ci siamo imbattuti in alcuni luoghi che possiamo definire infestati.

Perché gli spettri rimangono, per così dire, imprigionati in questi luoghi? Durante la nostra esperienza non possiamo ancora essere certi che questi “spettri” siano imprigionati. Ci sono molte teorie sui fantasmi, ma noi di hesperya ne abbiamo altre ancora: alcune si intersecano con quelle popolari, altre prendono strade totalmente nuove. Innanzitutto crediamo che il termine “fantasma” sia strettamente legato al suo significato: apparizione. Con questo termine riteniamo che vengano erroneamente raggruppate una serie di fenomeni che potrebbero non avere connessione gli uni con gli altri.



In quale trattato è riportata la caratteristica di uno spirito di tornare presso il luogo di sofferenza o affettivo che ha caratterizzato i momenti della passata vita? Non ci sono trattati attendibili che riportino questa caratteristica, sono solamente teorie che si sono fatte strada nel folklore e del mito dei fantasmi. La ricerca sul paranormale ha origini molto antiche. Uno dei pionieri sulla ricerca del paranormale è di certo Harry Price, che nell’Inghilterra della seconda metà dell’Ottocento, cercò di applicare il rigore dell’indagine scientifica a quel delicato equilibrio di filosofia e fede che era intrinseco nella metafisica di quel periodo storico. Ma le origini sono ancora più antiche: nel I° Secolo d.C. Plinio il Giovane, ci ha lasciato un’eloquente testimonianza in cui si narra che il filosofo Atenodoro si occupò di uno spettro che aveva portato scompiglio in una villa di Atene. 



Registrate presenze anomale?  Sono anime di defunti? Sin ora abbiamo registrato anomalie che ci hanno lasciato basiti. Ogni singola anomalia è un evento straordinario. Se si dovesse scremare fra fake e suggestione, i fenomeni accadono spesso ma non in maniera esponenziale come ci fanno credere i media.

Che cos’è un fantasma? Chi può dirlo? La credenza più popolare è quella dello spirito di un defunto, che per qualche ragione, resta intrappolato in una sorta di limbo e costretto a vagare per sempre. Noi invece pensiamo che possa esistere una dimensione nella quale le anime si troveranno una volta che è giunto il trapasso, ma pensiamo anche che potrebbe esserci l’ipotesi che questi fantasmi non siano anime di defunti, ma entità con una propria struttura energetica, pensanti e capaci di alcune azioni a noi ancora inspiegabili.
Queste entità potrebbero essere anche “presenze” di altre dimensioni, persone come noi, vive e in uno spazio e/o tempo diverso dal nostro, in un universo parallelo: noi fantasmi per loro e loro fantasmi per noi.
Oppure ancora “spettri” nel vero senso della parola, energie che si propagano in loop e si rendono visibili / udibili solo grazie ad alcune condizioni fisiche e chimiche. La crew di hesperya sta cercando di capire questo, e soprattutto di non cadere nell’errore di seguire per forza teorie classiche: la verità potrebbe essere tutt’altra.



Nei cimiteri sono presenti delle entità di tipo spiritico? Se le entità sono spiriti, anime di defunti in pena, può darsi che i cimiteri consacrati siano privi di questi fenomeni. Ma poterlo dire è ancora presto. Purtroppo per ragioni di rispetto, religione e legali, non è possibile ottenere un permesso ufficiale per eseguire un’indagine in un cimitero comunale.
Ci era capitata una fotografia anomala che raffigurava un bambino all’interno di una cappella nel cuore della notte. Dopo un sopralluogo scoprimmo essere un effetto di pareidolia, ovvero un’illusione subcosciente che tende a ricondurre la nostra mente a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale.



Perché nei presunti spiriti sono presenti caratteri somatici riconoscibili? Agganciandomi alla risposta precedente, spesso la pareidolia fa da padrona nella maggior parte di fotografie che si dice ritraggano volti o figure di spettri. Alcuni dei casi più attendibili ritraggono invece figure astratte, quasi gassose o nebulose, che vagamente ricordano una figura umana, ma non precisa: spesso a questa figura mancano parti del corpo, o addirittura, sono solo sagome chiare o scure. Siamo quasi convinti che le strumentazioni odierne non sono ancora in grado di poter riprendere una presenza, mentre l’occhio umano potrebbe avere delle caratteristiche, legate sicuramente al cervello, che ci consentono di vedere e sentire cose non tangibili, e non è provato che siano solamente frutto della nostra mente, quindi immaginate.
Il confine tra reale e irreale, è molto sottile. Per la nostra esperienza possiamo dichiarare che questi fenomeni sono reali, ma dire con certezza cosa siano, come  e perché avvengano, non ci è ancora dato sapere.



Nel caso di trapassati, il caratteristico tratto sessuale femminile o maschile rimane inalterato. Perché? Parrebbe che le entità mantengano la loro sessualità, almeno per quanto riguarda l’aspetto e la voce. Gli spettri potrebbero essere appunto proiezioni dal passato, quindi vedremmo ciò che erano un tempo, o ciò che sono, se fosse un buco spazio temporale nel passato.



Avete mai assistito o registrato un evento poltergeist? Come avete continuato lo studio del fenomeno nelle indagini a seguire? Il fenomeno del poltergeist, non è solo quello che viene visto al cinema, perché non appartiene solo allo spostamento di oggetti, al rompersi di piatti, e allo sbattere di porte, ma anche a voci e rumori non riconducibili ad azione umana. Questa interattività ci è accaduta due volte in due luoghi diversi: una voce incorporea ha chiamato un membro del gruppo per nome e una presenza ha toccato la spalla ad un altro della crew. Quando queste voci sono udibili, come anche i suoni di passi, strumenti musicali, spari, etc., potrebbero essere residuali, ma non sempre: l’ipotesi che ci sia interattività non è da escludere.
 


Quanto è importante la presenza di un sensitivo in un gruppo di ricerca paranormale? E uno psicologo? Avete queste due figure nel gruppo? Hesperya non ha sensitivi all’interno del gruppo, anche se qualche membro ha sensazioni più di altri. Noi riteniamo che un dato tecnico sia analizzabile e quindi tangibile, mentre una percezione resta un dato soggettivo del sensitivo, quindi non tangibile. Si parlerebbe di fede: credere che il sensitivo abbia percezioni e che queste siano attendibili. Per quanto riguarda lo psicologo, la sua figura potrebbe essere molto utile, ma non credo ai fini dell’indagine, nella quale si cercano prove tangibili. Quindi la nostra crew preferisce al momento essere solamente tecnica: è una scelta.



Avete un progetto o un’idea  per realizzare nuovi strumenti per questo tipo di ricerca? Stiamo preparandoci alle indagini di quest’anno e vogliamo apportare modifiche soprattutto al modo di operare perché pare sia oramai classico da troppo tempo. Abbiamo intenzione di tornare all’analogico. Già lo scorso anno abbiamo utilizzato pellicole infrarosso e nastro magnetico. Quest’anno stiamo studiando un software che ci possa consentire di analizzare in tempo reale durante l’indagine, soprattutto nei luoghi dove abbiamo già indagato, e quindi sicuri che ci siano dati possibili da poter studiare.



Chi opera nel settore paranormale segue un metodo operativo? Come affermavo, il modus operandi è oramai lo stesso per la maggior parte dei gruppi. Solo pochi hanno il coraggio di intraprendere nuove strade, anche allontanandosi da quello che è stato stabilito nella storia della parapsicologia e del ghost hunting. Noi non essendo né gli uni né gli altri vogliamo essere fra i pochi a farlo: cerchiamo di sapere e “aggiustiamo il tiro” man mano troviamo risultati. Partiamo scettici, quindi non ci affidiamo alle nostre sensazioni, ma solo in ciò che rileviamo.



Possiamo definire il vostro metodo di ricerca corretto? Un metodo è corretto quando ottieni risultati. Non credo che esista al momento un metodo ufficiale. Purtroppo la televisione e il cinema ci hanno portati ad operare allo stesso modo come per imitazione, ma abbiamo appurato che quello non è il metodo corretto. Ecco perché già dopo le prime indagini abbiamo cambiato metodo e abbiamo ottenuto risultati sempre più straordinari.



Nella ricerca paranormale il K-II e la camera IR sono gli strumenti più utilizzati. Perché tutti fanno ricerche con questi due strumenti? Il K2 è il rilevatore meno costoso, quindi pensiamo che sia una delle ragioni principali. Sia per questo strumento che per la cam infrarosso, il motivo è sempre lo stesso: “si dice che…” e di conseguenza se lo fa uno lo fanno tutti. Noi ci stiamo rendendo conto che queste presenze non si rilevano esclusivamente con l’infrarosso. Sicuramente il campo visivo notturno lo puoi solo riprendere così e noi agiamo di notte, ma non perché i “fantasmi” esistono solo di notte e al buio, bensì perché indaghiamo in orari in cui l’inquinamento acustico è ridotto al minimo ed eliminiamo l’energia elettrica dai quadri principali per non avere rilevazioni errate. Quindi al buio ci possiamo muovere solo con l’infrarosso e torce, altrimenti andremmo a sbattere il naso contro una parete. L’ultravioletto, forse è questo il campo che andrebbe preso in considerazione. 
Se l’uomo non può vedere bene al buio e le testimonianze sono spesso con presenza di luce, perché mai questi spettri dovrebbero vagare solo al buio? Colpa di stereotipi di celluloide.



Perché si utilizza un rilevatore di campi elettromagnetici a bassa frequenza? Secondo numerose teorie, gli spiriti sono composti da energia e si ritiene che quando un’anomalia è presente questa vari improvvisamente il campo elettromagnetico. Ciò accade perché le possibili entità presenti hanno bisogno di assorbire l’energia intorno a loro per potersi manifestare, fisicamente o uditivamente. Da qui quindi l’idea che i fantasmi possono realmente comunicare con i viventi disturbando i campi elettromagnetici che circondano il rilevatore di EMF. Personalmente noi di hesperya possiamo affermare che raramente abbiamo registrato variazioni di campi elettromagnetici in presenza di alcuni fenomeni. Quindi riteniamo che non sempre siano gli EMF ad affermare la presenza di queste entità. 



Quale studio riporta la caratteristica elettromagnetica delle presunte entità? Negli anni ’30 fu usato il magnetometro fluxgate, in grado di misurare l’intensità e la direzione di campi magnetici statici o a bassa frequenza. Quindi i rilevatori di campi EMF si usano da molto tempo anche nella ricerca sui fenomeni paranormali, e nel tempo si tramandano queste tradizioni utilizzando strumenti sempre più moderni e innovativi.



Come bonificate la zona o il luogo dove conducete le indagini? Eseguiamo un primo sopralluogo per capire quali zone siano inquinate da elementi che potrebbero darci falsi positivi. Ci preoccupiamo quindi di escludere queste interferenze e segniamo i punti in cui ci sono variazioni di EMF o possibili rumori che potrebbero confonderci e darci dati errati. 



Come escludete altre fonti di emanazione elettromagnetica che potrebbero influenzare la corretta lettura del rilevatore K-II o altri? Oltre ad escludere l’energia elettrica dai contatori principali, vengono spenti i cellulari e le ricetrasmittenti. Queste ultime vengono impiegate solamente durante la collocazione delle videocamere fisse per agevolare la messa a punto del campo di ripresa. Quando analizziamo l’audio c’è assoluto silenzio e cerchiamo posizioni comode e lontane dal registratore, per non comprometterne i risultati. Vietato quindi parlare a voce bassa. Solitamente parla solo una persona e le altre intervengono a voce alta solo qualora rilevassero un dato o un suono.



In quale frequenza HZ si esprimono le presenze spiritiche che analizzate? Le frequenze sono molto basse, a volte rasentano la sfera dell’infrasuono. Altre invece sono più alte e udibili ad orecchio nudo. Gli infrasuoni sono onde o vibrazioni con una frequenza al di sotto della soglia di udibilità dell’orecchio umano (20 Hz a 22 kHz). 



Utilizzate un contatore Geiger? Quali tipo di radiazioni vengono emesse dalle presunte entità? Qualcuno lo usa, ma è molto raro che vi sia un incremento della radioattività ambientale in zone n cui viene concessa l’indagine. Dubitiamo che i campi radioattivi vengano emessi da spettri, la casistica è estremamente bassa.  Se in zone soprattutto abbandonate si rilevasse radioattività ambientale,  consigliamo di allontanarsi dalla zona, in quanto pericoloso per la salute, soprattutto se non equipaggiati con una corretta protezione.  



Perché si utilizza un semplice registratore digitale per rilevare le voci delle presenze? Per registrare anche fonti audio. Se parliamo di voci non esistono altri strumenti se non registratori audio. Si usano quelli semplici sempre per una questione economica. La maggior parte dei gruppi amatoriali utilizza questi espedienti. Poi quando si passa ad un livello più professionale i registratori che si utilizzano cominciano ad essere più complessi nella loro operatività e più precisi. Anche noi abbiamo registrato anomalie sia con registratori analogici che con quelli digitali non eccessivamente sofisticati. Per aumentare il nostro raggio d’azione oggi utilizziamo registratori con range che va dall’infrasuono all’ultrasuono.



Amplificando la registrazione non si rischia di captare suoni emessi da fonti non anomale ma naturali? Sicuramente. Il suono amplificato è di tutto l’ambiente circostante. E’ molto probabile vengano captati suoni di animali, auto se nei limitrofi, e altri rumori. Per questo motivo un tecnico della crew ascolta con un paio di cuffie avvolgenti e a volume alto ogni suono che viene rilevato, anche il più lontano e a bassa frequenza, e a voce alta ne commenta l’appartenenza, così da scremare suoni che potrebbero darci falsi positivi.
Quando rileviamo un’anomalia, oltre a farne un controllo in cieco, se interessante, la facciamo analizzare e pulire anche da sound designer professionisti che collaborano esternamente con noi.



Come schermate il microfono del registratore per evitare eventuali inquinamenti acustici? Se vengono utilizzati microfoni in presenza di folate d’aria, utilizziamo protezioni antivento.
Diversamente, utilizzando digital recorder professionali, esistono dei filtri che si abilitano sullo stesso strumento. Questi registratori hanno rumore di fondo molto basso, quasi non udibile a volume normale.



Che differenza esiste tra un fantasma, uno spirito, un entità? Crediamo siamo solamente modi diversi per definire la stessa fenomenologia, in quanto non sappiamo con che cosa abbiamo a che fare. “Fantasma” deriva dal greco e significa “apparizione”, sicuramente legato alle testimonianze che narrano di incontri con anime di defunti. “Spirito”, sempre dal greco, significa pneuma, ovvero “respiro”, “aria”, “soffio animatore”.  Gli stoici, nella loro corrente di pensiero filosofica, intesero il pneuma come energia che dà la vita a tutta la realtà, il principio vitale, “l’anima del mondo”.
L’entità è invece più astratta, quasi a voler classificare con questo termine una “presenza” – altro termine molto usato – che non ha caratteristiche riconoscibili. Effettivamente non sapendo con che cosa abbiamo a che fare, “entità” è forse il termine plausibile e accettabile. C’è addirittura chi ipotizza che le anime dei defunti non possano comunicare e che quindi, queste interattività, abbiano una matrice demoniaca.
I più appassionati alle energie spiritiche, pensano che si tratti di entità energetiche extrasensoriali, e i fanatici dell’ufologia e del contattismo, ne attribuiscono un’appartenenza  extraterrena, piuttosto che ultraterrena. Aggiungiamo noi un termine: spettro. A parer nostro forse uno dei termini più vicini a quello che andiamo cercando. Uno spettro in fisica può essere elettromagetico, l’insieme di tutte le possibili frequenze delle radiazioni elettromagnetiche. Come l’orecchio ha dei limiti nella percezione del suono, anche l’occhio umano ha dei limiti nella visione della luce. Solo una parte assai limitata dello spettro contiene radiazioni visibili all’occhio. Lo spettro è continuo, una sorta di loop. Così come pare si comportino gli spettri (fantasmi) residuali.

Come fate a discernere immagini e suoni autentici da un effetto, invece, pareidolico? La pareidolia è un’illusione subcosciente insita nel nostro cervello, la quale tende a ricondurre a forme conosciute, oggetti e profili naturali oppure artificiali, in un contesto o nelle texture delle fotografie. È una tendenza istintiva e automatica che fa scattare l’accostamento di forme familiari in immagini disordinate. Normalmente questo genere di associazione si manifesta soprattutto verso le figure e i volti umani.
Hesperya ad oggi non ha ancora una fotografia come dato oggettivo perché riteniamo che la pareidolia appartenga al 99% degli scatti di presunte entità. Per analizzare un volto e stabilire che si tratti di pareidolia, si utilizzano filtri e misurazioni in campo fotografico. 



Nella ricerca paranormale il budget è un limite? Sì, lo è. Spesso i gruppi si autofinanziano e sperano in qualche remoto recupero di fondi attraverso manifestazioni, vendita di libri o dvd, etc. La ricerca, quella seria, è sempre autofinanziata. I fondi per questo tipo di ricerca sono finalizzati ad altri rami annessi ma non specifici.



Come vengono impiegati o bisognerebbe impiegare eventuali fondi e donazioni? Con la costruzione e l’acquisto di materiale tecnico-scientifico, tralasciando quegli strumenti che sempre più diventano vero e proprio merchandising sul campo del ghost hunting. Esistono strumenti che bisogna saper leggere. Non basta acquistare un K2 e sentirsi un ghost hunter. Un rilevatore rileva campi elettromagnetici di ogni natura. Solo conoscendo le frequenze delle apparecchiature più usate e riscontrabili negli edifici pubblici e privati, può consentire un ricercatore ad escluderne la provenienza qualora fossero disattivati. Altrimenti anche un walkie talkie o una radiosveglia, potrebbero dare falsi positivi.



Eventi senza un apparente logica scientifica sono accaduti a tutti? Se per tutti si intende il genere umano, la risposta è sì, perché l’uomo ha determinate conoscenze, e quando accade qualcosa di anomalo non riesce a trovarne la razionalità. Se per tutti si intende invece la nostra crew, la risposta è analoga. A tutti i membri è capitato qualcosa: udire una voce, sentirsi sfiorare, scorgere una figura, per lo più un’ombra, etc.



Come spiegate i fatti alle persone che necessitano di una delucidazione e quali prove portate a sostegno delle vostre affermazioni? Siamo molto tecnici. Dopo riscontri rilevati dalle analisi di un’indagine, viene stilata una relazione che includa racconto dell’episodio e dato tecnico annesso. In caso di anomalie audio/video, viene il tutto accompagnato da una relazione tecnica. Poi esiste la parte che definiamo di intrattenimento, nella quale l’indagine viene montata con enfasi solo di tipo ritmico (montaggio video e colonna sonora) ma senza alcuna alterazione dei dati rilevati. Il video serve per dare sia una prova tecnica e allo stesso tempo catturare l’attenzione. Si tratta di short docufilm, e non di fiction. Questo è molto importante e ci teniamo a dichiararlo. Hesperya mantiene sempre i piedi a terra.
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Il team di FANTASMI SVELATI ringrazia Hesperya per aver accettato di rispondere alle nostre domande e per averne concesso la pubblicazione.

GHOST HUNTERS E FENOMENI PARANORMALI AL BANCO DI PROVA

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2 thoughts on “Crew Hesperya

  1. donataginevra ha detto:

    Ottima intervista complimenti!

  2. Vesago ha detto:

    Ma se vi si chiama, venite a visitare luoghi in cui c’è qualcosa di strano?

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