Marco Pessina

Imm Pessina blog

Mi chiamo Marco Pessina, sono di Milano e mi sono sempre appassionato ai misteri e al paranormale. Il mio approccio critico a questi argomenti e a questa passione mi ha portato ad approfondire materie strettamente legate, a mio parere, alla maggior parte dei casi trattati fin’ora, dotandomi così delle conoscenze necessarie per dare una spiegazione scientifica alla maggior parte di essi: materie come illusionismo, mentalismo, autoinganno e la psicologia che li regola.

http://www.ghosthunter.it/

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Quali diplomi o studi servono per diventare un ricercatore di paranormale?
Non esiste una figura professionale ben delineata, per questo gli indirizzi possono essere diversi e spaziano dalla psicologia alle materie più tecniche come la fotografia e la parte audio con le relative analisi ma a mio avviso il fattore più importante rimane l’approccio con il quale si affrontano i vari ruoli e le tematiche cosidette paranormali che credo debba essere distaccato, critico, razionale ed obiettivo.

Con la tua attività di ricerca hai visitato molti luoghi infestati? Quanti lo erano realmente?
Non abbiamo mai avuto riscontri inequivocabili legati ai luoghi che abbiamo indagato.
Il nostro approccio iniziale coincide finora con i risultati della nostra esperienza personale, ovvero che nessun luogo deve essere considerato infestato, almeno fino a prova contraria.

Perché gli spettri rimangono, per così dire, imprigionati in questi luoghi?
Ci sono molte teorie a riguardo che vanno da legami emozionali profondi a storie ancora incompiute, in realtà come detto sono tutte teorie che non hanno nessun fondamento non solo scientifico ma neanche razionale né tanto meno logico; fino a che non si dimostrerà la reale presenza di queste presunte entità, bisognerebbe stare con i piedi per terra e ammettere di dover restare nel campo delle congetture e delle supposizioni.

In quale trattato è riportata la caratteristica di uno spirito di tornare presso il luogo di sofferenza o affettivo che ha caratterizzato i momenti della passata vita?
La letteratura e il cinema, hanno parlato ampiamente di questo tipo di caratteristica  ma ritengo che la bibliografia abbia delle basi infondate e piuttosto romanzate e che pertanto non possa  considerarsi attendibile.
Parlando invece di trattati ufficiali, credo che non ve ne siano a conferma di tali caratteristiche.
Trovo questa domanda particolarmente interessante per il modo in cui viene posta perchè indirettamente (forse) evidenzia come spesso, una comunicazione poco chiara e a volte tendenziosa, crei un terreno fertile per far attecchire delle assunzioni implicite o a farci utilizzare dei sillogismi talmente automatici da non rendercene più nemmeno conto per farci collegare le presunte manifestazioni spiritiche ad alcune “giustificazioni” come quella riportata nella domanda.
Per lo stesso motivo può succedere ad esempio di trovarsi di fronte ad una fotografia scattata magari in un castello ricco di storie e leggende sui fantasmi, in cui sembra di scorgere un volto sospetto e associarlo in automatico ad uno spirito, dando così credito a tutta una serie di altre sciocchezze pseudo paranormali al limite del grottesco.

Perché si utilizza un rilevatore di campi elettromagnetici a bassa frequenza?
In questo tipo di ricerca vengono utilizzati degli strumenti di misura specifici perchè, sempre secondo la bibliografia, ci potrebbero essere variazioni nel campo elettromagnetico ma anche nel tasso di umidità, nella temperatura e in altri valori ambientali durante le presunte manifestazione spiritiche.
In genere però i riscontri sono assolutamente sporadici e molto spesso casuali, senza contare che le attrezzature elettroniche sono soggette a variazioni o margini di errore.
Oltretutto questi dati, anche se ottenuti da strumenti scientifici, vanno sempre interpretati nel modo corretto e come sappiamo l’interpretazione annulla la scientificità che spesso si sbandiera troppo facilmente.
In questi termini quindi diventa davvero azzardato ricollegare sporadiche variazioni ambientali alla presenza di chissà quale entità.
Credo anche in un velato vizio di fondo a livello concettuale e psicologico legato all’utilizzo degli strumenti.
Insomma, molto spesso si utilizza questa attrezzatura per rilevare dei possibili cambiamenti nei valori ambientali cercando una possibile prova invece di usare un approccio più razionale per chiarire un determinato fenomeno…sempre che ce ne sia uno da chiarire.
Secondo la mia personale visione questo comportamento potrebbe riassumersi nel cercare l’effetto  e non la causa.
Il condizionamento quindi a volte e’ intrinseco nell’utilizzo…se si adoperano attrezzature in un certo qual modo la matrice dell’intervento rischia di essere improntata verso una direzione chiara,quella spiritica,ed e’ molto difficile riuscire a mantenere un distacco scettico partendo da un approccio così  palesemente schierato.

Registrate presenze anomale?  Sono anime di defunti?
Nessuno può associare i presunti spiriti alle anime dei defunti….bisognerebbe prima dimostrarne la loro esistenza.
Per quanto riguarda le registrazioni sappiamo che ci possono essere diverse spiegazioni che vanno dalle interferenze ad un pessimo utilizzo delle attrezzature o dalla loro scarsa qualità, oppure da fattori più psicologici legati magari alle aspettative come ad esempio il fenomeno della pareidolia.
La maggior parte di ciò che abbiamo registrato come “anomalo”, ha trovato una spiegazione o un dubbio per rimanere nell’ambito del razionale.
Ma se anche una registrazione fosse inspiegabile, non significherebbe certo aver trovato una prova dell’esistenza del paranormale!
Per poter affermare una cosa simile occorrerebbero comunque prove, dati, dimostrazioni….non può semplicemente “bastare” la mancanza di una spiegazione razionale…se ragionassimo su questo livello, allora dovremmo considerare come fenomeno paranormale ogni trucco di magia che non siamo in grado di spiegare e che perciò risulterebbe inspiegabile con l’ovvia conseguenza di doverlo ritenere paranormale…
ecco un’altra delle più classiche assunzioni implicite che si creano erroneamente in questo settore, scambiare un fatto inspiegabile per un fatto paranormale.

Chi opera nel settore paranormale segue un metodo operativo?
Chi opera nel settore del paranormale segue un metodo sperimentale che si basa, come abbiamo detto, prevalentemente su supposizioni.
Ma non lo dico in senso negativo o dispregiativo, anzi, ritengo che la ricerca a volte, per arrivare a risultati nuovi, debba basarsi, in qualunque settore, anche su intuizioni, supposizioni ed esperimenti ma quello che secondo me è fortemente criticabile nella ricerca in questo settore, sia di non percepire la chiarezza e l’onesta di ammettere  fino a che punto arrivi la realtà e da dove parta la ricerca e la sperimentazione.
Invece oggi vedo che il pensiero popolare considera come certo il fatto di poter comunicare con gli spiriti oppure dimostrare la loro la presenza, o avere delle premonizioni o delle visioni a distanza ecc, senza che vi siano prove concrete arrivando a conclusioni con pochissimo senso critico perchè l’informazione a cui siamo sottoposti ci prepara a ritenere plausibili questi fenomeni.

Quanto è importante la presenza di un sensitivo in un gruppo di ricerca paranormale? E uno psicologo? Avete queste due figure nel gruppo?
I presunti medium e sensitivi rappresentano l’antitesi del nostro approccio basato prevalentemente sul funzionamento ingannevole della nostra mente che ci impone di considerare come poco attendibile tutto cio’ che può essere umanamente condizionabile da fattori come gli stati d’animo, le emozioni, lo stress, la suggestione, le aspettative, che inevitabilmente influenzano i comportamenti, le percezioni e le sensazioni di qualunque persona e che quindi ne negano il valore di prova.
Ricordiamoci però che l’esperienza e gli studi di famosi psicologi ci hanno insegnato che riguardo alle varie tecniche utilizzate come quella della scrittura automatica o legate all’utilizzo di tavolette ouija, oppure alle varie tecniche di persuasione come la cold reading per simulare facoltà paranormali legate all’utilizzo della mente, esistono spiegazioni razionali scientifiche in grado di chiarire gli aspetti e il funzionamento di tali fenomeni, nonostante ancora oggi, vengano considerate paranormali.

Eventi senza un apparente logica scientifica sono accaduti a tutti?
Certamente ma siamo noi a ricollegare quelle esperienze come paranormali perchè spesso ignoriamo la spiegazione o perchè ancora più spesso la nostra natura non si “accontenta” di rimanere senza una spiegazione magari legata semplicemente alle coincidenze e che quindi ci risulterebbe poco gratificante da accettare perchè appunto, senza senso logico.
Un altro fattore che contribuisce ad affibbiare a queste esperienze una possibile origine sovrannaturale è quello di avere una scarsa conoscenza su quella che potrebbe essere la vera natura del fenomeno.
Ad esempio, probabilmente poche persone sono a conoscenza della paramnesia o della paralisi ipnagogica, che sono possibili spiegazioni scientifiche a fenomeni apparentemente paranormali.
Nel linguaggio comune invece è molto più familiare associare al paranormale il dejavù, gli spiriti o le esperienze notturne terrificanti, con molta più facilità e quindi nell’immaginario sociale questi fenomeni vengono interpretati come possibili, come detto, senza alcun senso critico.
Queste false credenze ormai sono talmente radicate nella nostra cultura nazional popolare tanto da ignorarne le possibili cause reali caricando invece di attendibilità le spiegazione paranormali più fantascientifiche.

Come spieghi i fatti alle persone che necessitano di  una tua delucidazione e quali prove porti a sostegno delle tue affermazioni?
Per avere il nostro punto di vista sull’argomento, le persone possono consultare il nostro sito  HYPERLINK http://www.ghosthunter.it ma quello che suggerisco è di essere curiosi e abili nel reperire le informazioni corrette.
Secondo me c’è una frase emblematica contenuta in uno dei libri di Garlaschelli che dice:
“Un mistero è tale solo in funzione della nostra ignoranza”.
L’opinione che mi sono fatto è che il giudizio della maggior parte delle persone invece sia condizionato ed ancorato alla voglia di credere, che può essere lecita ma non obiettiva, rimanendo così impantanati nelle false credenze.
A questo punto vorrei salutarvi con un quesito:
“quanto la voglia di credere e il livello della conoscenza in ognuno di noi può incidere sul risultato della nostra opinione, condizionarla e allontanarla dalla verità”?

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Il team di FANTASMI SVELATI ringrazia Marco Pessina per aver accettato di rispondere alle nostre domande e per averne concesso la pubblicazione.

GHOST HUNTERS E FENOMENI PARANORMALI AL BANCO DI PROVA

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