Luigi Bavagnoli

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Luigi Bavagnoli, creatore e presidente dell’associazione TESES (TEam Sperimentale Esplorazione Sotterranei), dal 1996 guida ricercatori, storici, archeologi e speleologi appassionati di misteri e di folklore attraverso la scoperta e lo studio di ambienti del sottosuolo, un pretesto per divulgare la storia e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio culturale sotterraneo italiano.
Creatore del progetto MOL (primo museo online) e del progetto web Teses Mystery Channel, relatore e membro del comitato scientifico al I° Congresso Nazionale di Archeologia del Sottosuolo, relatore al XII° Convegno Nazionale del CICAP.

http://www.teses.net
https://www.facebook.com/luigi.bavagnoli.e.i.teses
https://www.facebook.com/MuseoOnLine?fref=ts
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PREFAZIONE DI LUIGI BAVAGNOLI

Oggigiorno molti gruppi di persone affrontano i temi legati al “mistero”.
Quando ho iniziato ad occuparmi della ricerca e dello studio degli ambienti sotterranei, nel 1996, eravamo i primi, insieme a Creepynet.
Noi cercavamo conferme sul campo, Creepynet produceva un database contenente leggende e segnalazioni, ottimo spunto da cui partire per affrontare una nuova indagine.
Via via comparvero numerosi nostri emuli, spesso effimeri e male organizzati.
 Le difficoltà che si incontrano in questo tipo di attività sono spesso sottovalutate e sufficienti a far cambiare hobby ai meno determinati.
Oggigiorno è tutto diverso, tutto più semplice. Già solo tramite i social network è più facile condividere i risultati conseguiti, scambiare opinioni, entrare in contatto con altri appassionati.
Inoltre da vecchi pionieri abbiamo già spianato il terreno alle nuove leve, che incontrano oggi meno pregiudizi di quanti ne abbiamo vissuti noi.
Tutta questa facilità non mi pare però positiva, perché l’indispensabile “gavetta” forgiava le basi per condurre le ricerche in un modo dignitoso, base che attualmente spesso manca.
A prescindere dal settore di ricerca, i temi misteriosi sono sempre molto delicati. E più si valica il confine verso il paranormale e più si rischia di cadere vittima della propria ingenuità.
Nel nostro caso, fortunatamente, un ambiente sotterraneo riscoperto può essere fotografato, documentato e misurato. E chiunque sia presente con noi o che ispezioni quel luogo lo può trovare.
In rete vedo però moltissime fotografie e addirittura moltissimi video, che vengono spacciati per prove e testimonianze della presenza di spettri e di fantasmi. Prove che non hanno mai una valenza scientifica e che quindi non dimostrano un bel nulla.
Il metodo scientifico deve essere verificabile, condivisibile e affidabile. A volte è chiara l’intenzionalità lucrosa di realizzare un falso per ottenere consensi e visibilità, in altri casi, in totale buona fede, si è convinti della bontà del proprio lavoro, ignorando le basi scientifiche richieste per poterlo documentare in modo utile.
Parte della colpa è anche del pubblico meno smaliziato, che non ragiona con la propria testa ponendosi le più elementari domande. E così in rete proliferano immagini lavorate da Photoshop, video in cui avviene qualche cosa apparentemente strano. Ma ben spiegabile ragionandoci sopra, dal momento che l’inquadratura non mostra altre visuali dove potrebbe esserci di tutto.
Per non parlare delle migliaia di fotografie capaci di suscitare fenomeni di pareidolia, sulle quali non occorre spendere altre parole.
Queste non sono affatto prove. Così come le sole leggende che narrano l’esistenza di una galleria sotterranea, non sono la prova certa della sua esistenza.
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Hai visitato molti luoghi presumibilmente infestati da strane presenze?
Infestati dall’incuria dell’uomo, dai ratti e così via, sì. Molti di questi sono reputati infestati anche da misteriose presenze, certamente. Ma un conto è supporre che lo siano, un altro è che lo siano veramente.
Sono numerosi i castelli, gli ex manicomi o certe chiese in cui la tradizione ci parla di fantasmi. Sono leggende disseminate ovunque sul nostro territorio, ispirate spesso dalle medesime motivazioni culturali e sociologiche, anche se si tratta di luoghi molto lontani tra di loro. Trovo che si dovrebbe approfondire uno studio antropologico ad accompagnare le indagini “paranormali”.

Durante le tue ricerche in questi luoghi, hai mai assistito ad eventi inspiegabili?
In quasi vent’anni che frequento ambienti sotterranei, castelli e luoghi abbandonati non ho mai visto nulla di strano o di inspiegabile. Ma forse è perché li studiavo di giorno e non ero sul posto allo scoccare della mezzanotte.

Pensi che esistano presenze impalpabili, o per meglio dire, fantasmi?
Credo occorra prima definire che cosa siano o cosa si intenda per fantasma. C’è chi parla di manifestazioni energetiche delle anime dei defunti, per esempio. C’è chi intende figure umane trasparenti visibili ad occhio nudo; chi parla di interazioni inspiegabili con gli oggetti quotidiani e così via. Forse occorrerebbe capire prima che cosa possano essere, prima di esprimersi. Esistono ricercatori che sostengono di avere le prove della loro esistenza… Prove però che non ho mai visto. Vengono registrati dei suoni, amplificando molto il silenzio del luogo, tanto che è possibile percepire, in modo distorto, rumori generati anche molto lontani, esterni al contesto. Ho visto accendersi dei rilevatori di campi elettromagnetici, ma questi si accendono anche quando arriva un SMS o una chiamata ad un cellulare; inoltre non so dove sia scritto che le manifestazioni delle anime dei trapassati generino campi elettromagnetici.

Attualmente chi conduce indagini di tipo paranormale, allora, non segue un metodo corretto?
Evidentemente il metodo scientifico è un’altra cosa. Ma comprendere quale sia il metodo corretto su questo argomento di cui, di fatto, non sappiamo nulla, non è semplice. I ricercatori fanno bene a sperimentare, a testare nuove idee, piuttosto che focalizzarsi sul K2 e sulle fotografie all’infrarosso. Anche perché, come prima, non so dove sia scritto che queste presenze siano visibili in questo spettro.

Per quale motivo, allora, tutti i ricercatori di paranormale utilizzano questi due strumenti?
Credo perché sono piuttosto economici da procurarsi, a differenza di altre apparecchiature più sofisticate. Ma il problema a monte è che non sappiamo neppure se il fenomeno da studiare esista o meno. E’ quindi chiaro che, mancando questa base, perde di senso scegliere a priori un metodo per dimostrarne l’esistenza. Se prendiamo le leggende più antiche, che raccontano di persone terrorizzate dalla visione di uno spettro, beh, è chiaro che non servono infrarossi per vederli. Come li hanno visti i protagonisti della leggenda, li può vedere una normale videocamera che lavora nello stesso intervallo di frequenze dell’occhio umano. Grazie ad Internet, al web2.0 c’è molta più facilità di comunicazione, le informazioni anche su questi argomenti circolano… E’ vero, e proporzionalmente aumentano le informazioni errate, quelle superficiali, i fake. E’ ancora più evidente che, come dice Piero Angela, quando i controlli sono zero, i fenomeni sono 100, quando i controlli sono 100 i fenomeni sono zero.

Cosa faresti se un giorno vedessi un fantasma?
Se lo vedessi avrei la certezza che almeno sono visibili tra i 400 ed i 790 teraHertz. Potrei dare indicazioni precise a chi si occupa di questo tipo di ricerche, ammesso che poi mi credano.

Se tu fossi un ghost hunter, che strada seguiresti?
Cercherei di fare più test e più verifiche possibili e non mi esporrei finché non avessi in mano qualche cosa di scientificamente valido. Purtroppo pubblicare rumori inascoltabili, video poco chiari, foto fumose e così via, non fa che sminuire la serietà di chi invece opera con criterio e metodo scientifico.

Dicono che per vedere i presunti spettri in primo luogo devi crederci. Tu cosa ne pensi di questa affermazione?
Io credo molto di più nella coerenza del campionamento da parte di vari trasduttori che nelle percezioni umane. Uno strumento, se ben realizzato, darà sempre la medesima risposta a fronte del medesimo stimolo. E’ evidente che non ciò non sia possibile con gli esseri umani. Già solo parlando è possibile che due persone capiscano due cose diverse. Da questo mio personale punto di vista va da se che non importa credere o non credere. L’importante è giungere a delle conclusioni analizzando dei risultati, e mai il contrario.

In molti riferiscono di aver vissuto esperienze anomale o paranormali almeno una volta nella vita. Immagino che anche a te siano capitati eventi di questo tipo. Come te li spieghi ?
Quando ero molto piccolo speravo che queste situazioni avessero realmente origine paranormale. Crescendo ho sempre cercato di dare spiegazioni razionali e quando non vi riesco è semplicemente per insufficienza di prove. Ritengo quindi che prima o poi sarò in grado di dare queste risposte in modo scientifico, analitico e razionale.

Quindi sei uno scettico?
Sono pronto a crederci, ma quando ci sarà uno straccio di prova scientificamente valida. Se ci fosse, ormai la loro esistenza sarebbe realtà assodata, invece sono secoli che ne parliamo, senza mai raggiungere una risposta soddisfacente. Ciò che si può affermare senza prove, lo si può smentire senza prove.
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Il team di FANTASMI SVELATI ringrazia Luigi Bavagnoli  per aver accettato di rispondere alle nostre domande e per averne concesso la pubblicazione.

GHOST HUNTERS E FENOMENI PARANORMALI AL BANCO DI PROVA

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