Silvano Cavallina

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Silvano Cavallina, sistemista informatico esperto in sicurezza delle reti e consulente informatico per il tribunale di Bologna. Da alcuni anni consigliere del gruppo CICAP Emilia Romagna.

PREMESSA: Le risposte sono a titolo personale non a nome del CICAP

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Quali diplomi o studi servono per diventare un ricercatore di paranormale?
In realtà nessuno, ma sicuramente occorre un’ottima conoscenza del metodo scientifico, dell’uso di strumenti di misura, dei loro potenziali “problemi”, delle conoscenze tecniche e scientifiche relative alle misurazioni e in indagini su casi sovrapponibili a effetti riproducibili da illusionisti, occorre farsi aiutare anche da esperti nel campo dell’illusione e della prestigiazione.”

Quanti luoghi risultano realmente infestati?
Al momento personalmente non ho visitato luoghi che vengono dichiarati infestati, ma ho per il futuro in piano attività di questo tipo. Tuttavia dalle varie indagini svolte dal CICAP anche a livello nazionale, la risposta è: nessuno.

Perché gli spettri rimangono, per così dire, imprigionati in questi luoghi?
Questo è il classico caso di domanda, a mio avviso mal posta. Si dà per scontato che ci siano luoghi realmente infestati da presenze soprannaturali. Cosa che ad oggi nessuno ha mai provato scientificamente.

In quale trattato è riportata la caratteristica di uno spirito di tornare presso il luogo di sofferenza o affettivo che ha   caratterizzato i momenti della passata vita?
I testi sull’argomento sono tantissimi, alcuni possiamo definirli “religiosi” altri più romanzati. Molti sono gli spiriti sia di trapassati che demoni veri e propri in molte religioni e miti, ad esempio basti pensare ad Acheri il fantasma di una bambina che porta malattie, soprattutto ad altri bambini nel folclore indiano, ad  Afrit, demone che appartiene alla mitologia araba, che rappresenta lo spirito di un assassino che cerca di vendicare la propria morte, o ad Ankou che nella lingua celtica ha il significato di “re dei morti” ed è l’ultima persona che nell’anno muore in quella parrocchia, o giurisdizione, e che ha il compito ingrato di passare a raccogliere gli altri morti nell’anno successivo o ancora a Bhut-bhuta che sempre nella tradizione indiana è un fantasma cattivo, in particolare di un uomo morto violentemente o infine ai vari autostoppisti fantasma di cui si sente parlare un po’ovunque.
L’argomento risulta affascinante anche ai giorni nostri, grazie ad alcune recenti trasmissioni televisive dove vengono presentate le gesta di moderne squadre di “cacciatori di fantasmi” più o meno improvvisate che spettacolarizzano il fenomeno.
Vengono pubblicati di recente anche diversi “manuali” per intraprendere la carriera di cacciatore di fantasmi, solo a titolo di esempio mi viene in mente “Ghost Hunting tra scienza e leggende – Manuale del vero Ghost Hunter” di Mario Contino o “Ghost Hunter, tecniche ricerche e storie” degli  Hunter Brothers, un gruppo di ghost hunters nato nel 2001 precursore, in Italia, dei vari team di ghost hunting.
Eliminando però tutto quello che personalmente considero fenomeno di folclore, non mi risulta ci sia nessun trattato scientifico che affermi o supporti tutto ciò.

Hai mai assistito o registrato un evento poltergeist? Come hai continuato lo studio del fenomeno nelle indagini a seguire?
Come dicevamo prima, tutte le volte che qualcuno ha fatto test seri e scientificamente corretti non si è mai evidenziata nessuna “presenza” o fenomeno soprannaturale. All’aumentare dei controlli i fenomeni svaniscono.

Quanto è importante la presenza di un sensitivo in un gruppo di ricerca paranormale? E uno psicologo?
Uno psicologo serve per capire le basi della suggestione. Pensiamo a Wiseman e a tutti i suoi lavori con i castelli infestati inglesi o le ricerche sulle vibrazioni a bassa frequenza, il senso di paura, panico e “presenza”. Le altre figure importanti sono tecnici specializzati, conoscitori del metodo scientifico e soprattutto un buon prestigiatore esperto in trucchi ed illusioni. Nel CICAP ci sono diversi psicologi esperti, uno fra tutti, Armando de Vincentiis autore di diversi libri sull’argomento.
Non credo invece che un sensitivo sia utile trattandosi il più delle volte, di una persona in buona fede che realmente pensa di avere facoltà paranormali. In alcuni casi è venuto fuori che il sensitivo operava con metodi non corretti. Il problema è che queste persone scambiano qualcosa di assolutamente naturale (coincidenze, per esempio, o informazioni raccolte inconsapevolmente in altro modo) per sensazioni paranormali. La parapsicologia cerca di dimostrare l’esistenza dei sensitivi dal 1930, e prima di allora, quando si chiamava ricerca psichica, la ricerca di tali individui era iniziata in maniera formale nel 1882, con la Society for Psychical Research inglese. Ma in questi 130 anni, nessuno ha ancora potuto trovare una persona che abbia dimostrato, al di là di ogni dubbio, di possedere facoltà paranormali.

Se si utilizzano strumenti di tipo scientifico nella ricerca paranormale, perché sono necessari un sensitivo o uno psicologo?
Non è opportuno coinvolgere un sedicente sensitivo per i motivi di cui ho parlato prima.

Nella ricerca paranormale il K-II e la camera IR sono gli strumenti più utilizzati. Perché tutti fanno ricerche con questi due strumenti?
A mio avviso una motivazione può essere legata al fatto che il mondo intero è pieno e pervaso da campi elettromagnetici, la loro rilevazione può essere usata a qualunque scopo. Sia da chi per “ignoranza” o ingenuità attribuisce a determinati risultati significati in modo errato ed arbitrario, sia da chi coscientemente si prefigge di truffare le persone.
Tra l’altro non servirebbe inizialmente nessun tipo di attrezzatura particolare: la prima cosa da fare è dimostrare che l’attività paranormale esiste davvero (cosa ancora non accaduta).
Se qualcuno sostiene di poter “levitare”, per esempio, non servono attrezzature, è sufficiente che si sollevi da terra, anche solo di pochi centimetri e riesca a fermarsi a mezz’aria, anche solo per pochi secondi, in condizioni di illuminazione adatte, in un posto dove sia stato possibile verificare l’assenza di possibili trucchi e alla presenza di esperti prestigiatori.

Perché si utilizza un rilevatore di campi elettromagnetici a bassa frequenza?
Come detto prima l’intero universo è pervaso da campi elettromagnetici. Per fare un esempio il calore di un oggetto è equivalente ad una emissione di radiazione elettromagnetica, con frequenze determinate dalla temperatura, e anche con una potenza per metro quadro ben definita. Quindi qualunque corpo a una certa temperatura emette onde elettromagnetiche, con frequenze diverse a seconda di T, e a questo punto, con uno strumento adeguato si possono vedere onde elettromagnetiche ovunque; sulla testa, ad esempio, si vedranno onde elettromagnetiche con frequenza diversa che sui gomiti, ecc… Quindi su una sedia su cui uno è stato seduto, e che quindi ha scaldato, apparirà con un’aura “misteriosa” rispetto al pavimento, e magari si potrebbe sostenere che c’è ancora la traccia della sua presenza immateriale! Ed invece è solo calore.

Come bonifichi la zona o il luogo dove conduci le indagini?
La domanda presuppone che il luogo sia “infestato” e debba essere bonificato. Tengo a chiarire che la cosa non è scontata, anzi non c’è nessuna evidenza scientifica che questo possa accadere. Fatta questa premessa andrei non solo con tecnici preparati ed esperti dell’illusione ma anche con un protocollo di controllo ben preciso e studiato in modo da escludere errori di misura, interferenze e quant’altro possa interferire con l’indagine.

Perché si utilizza un semplice registratore digitale per rilevare le voci delle presunte presenze?
L’utilizzo di microfoni e registratori è altamente a rischio di errori, rumori spuri o interferenze, dovuti in alcuni casi anche a possibili manomissioni. Questa storia di dover usare il microfono è data per assodata, sembra, nel mondo del paranormale, ma è un po’ come voler fotografare con una macchina fotografica qualcosa che sappiamo a priori non emettere luce. Ma poi, visto che queste ipotetiche presenze emetterebbero ogni sorta di radiazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti e quant’altro, perché non usare un qualunque supporto magnetico, un hard disk o ancora una chiavetta USB o un CD?
Qui entrano in gioco anche altri effetti come la pareidolia acustica. Suoni o rumori distorti e senza senso che vengono registrati da chi si occupa di psicofonia ad esempio, vengono interpretati in base a convinzioni od aspettative.
Il desiderio di ritrovare un contatto con le persone scomparse evocandone lo spirito è probabilmente un sogno antico quanto l’Uomo. Sebbene nell’antichità il culto dei morti abbia giocato un ruolo importante in molte culture, in epoca moderna le religioni ufficiali hanno – per così dire – assunto il monopolio riguardo a questo delicato argomento. Nei paesi occidentali il sentimento popolare si è allora rivolto a varie forme di medianità, sviluppatesi in modo particolare a partire dall’Ottocento, in cui nel rito della seduta spiritica un personaggio si propone quale intermediario (medium) fra le creature terrene e le anime dei trapassati.
Purtroppo, nonostante la storia abbia portato sulla scena diversi “grandi medium”, nessuno di essi ha mai fornito prove convincenti e definitive riguardo alla realtà dei contatti con i defunti. Anzi, quando è stato possibile eseguire opportuni controlli, i presunti fenomeni medianici sono risultati frutto di semplice suggestione, mentre risulta che in taluni casi i medium si siano addirittura serviti di veri e propri trucchi ai danni dei credenti.
A tal proposito suggerisco la lettura del libro inchiesta di Marco Morocutti “Voci dell’Aldilà – Indagine sulla psicofonia”

Amplificando la registrazione non si rischia di captare suoni emessi da fonti non anomale ma naturali?
Ricordo che un paio di anni fa, Simone Angioni e Marco Morocutti, ricercatori del CICAP, hanno presentato in anteprima nazionale i risultati della loro ricerca svolta nel famoso castello di Montebello in cui, secondo la leggenda tradizionale, si manifesterebbe un’entità misteriosa soprannominata Azzurrina. 
I registratori non captarono assolutamente nulla di umanamente udibile. Solo amplificando le tracce audio di 10.000 volte(!) si udiva una specie di lamento che risultò poi essere un pavone a qualche km di distanza.
“Abbiamo effettuato queste registrazioni il 21 giugno 2010 nel giorno della ricorrenza quinquennale della scomparsa della bambina” ha spiegato Simone Angioni. “I suoni che sono stati fatti ascoltare al convegno e che sono ora disponibili sul sito www.luoghinfestati.it, dimostrano che non vi è alcun rumore udibile con orecchio umano, né attribuibile ad un’entità intelligente”.
“Infatti” ha precisato Morocutti “ciò che si può ascoltare è un assoluto silenzio e gli unici suoni che si possono rilevare utilizzando apparecchiature professionali sono debolissimi rumori di fondo tipici di ogni ambiente e che sono stati identificati”. Tali rumori sono per esempio quello di un pavone all’esterno del castello, movimenti di persone nel circondario, una finestra che sbatte per il vento e deboli interferenze radio. Si tratta di uno di quei casi in cui, come spiega Piero Angela, “quando il livello di controllo è molto elevato, il fenomeno scompare”

Come fai a discernere immagini e suoni autentici da un effetto, invece, pareidolico?
Come detto prima, se si utilizzano tecnici esperti nelle strumentazioni, conoscitori del metodo scientifico, esperti nel campo dell’illusione e della prestigiazione, unitamente ad un buon protocollo, a mio avviso si è in grado di discernere correttamente tra un effetto pareidolico ed un suono od un’immagine reale.
La pareidolia, cioè la tendenza del nostro cervello a trovare un significato in segnali ambigui (come quando guardiamo le nuvole e automaticamente iniziamo a vederci delle forme), è un meccanismo che può spiegare tanti fenomeni: dalla “visione” di volti sacri nelle macchie di umido sul muro, per esempio, all’impressione di sentire messaggi spiritici o addirittura satanici in alcune registrazioni alla tendenza a riconoscersi nei responsi di veggenti e cartomanti. Il nostro cervello è una macchina straordinaria ma, per la sua eccezionale capacità di scovare significati nascosti, qualche volta ci trae in inganno e ci fa vedere un significato anche dove non c’è nulla.

Come vengono impiegati o bisognerebbe impiegare eventuali fondi e donazioni?
Sinceramente penso che il loro migliore utilizzo sarebbe ad esempio quello di devolverli alla ricerca sul cancro o altre malattie ad oggi incurabili.

Eventi senza un apparente logica scientifica sono accaduti a tutti?
Si. Ma questo non significa che non ci fosse una spiegazione. Magari semplicemente la si ignora oppure non si hanno tutti i dati per poter trarre delle conclusioni certe.

Come spieghi i fatti alle persone che necessitano di una tua delucidazione e quali prove porti a sostegno delle tue affermazioni?
Con la scienza e il metodo scientifico, che, ogni volta che è stato correttamente applicato, non ha mostrato evidenze di sorta circa questi presunti fenomeni.
Nel mondo della conoscenza scientifica nessun giudizio è mai definitivo, e questo vale naturalmente anche per fenomeni controversi quali quelli legati al mondo del paranormale, resta il fatto che ad affermazioni straordinarie debbono sempre corrispondere prove altrettanto straordinarie. Fino a quel momento, ogni pretesa di verità attribuita ad un nuovo fenomeno resta solamente una convinzione personale, anche se talvolta giustificata da una comprensibile necessità di consolazione.
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Il team di FANTASMI SVELATI ringrazia Silvano Cavallina per aver accettato di rispondere alle nostre domande e per averne concesso la pubblicazione.

GHOST HUNTERS E FENOMENI PARANORMALI AL BANCO DI PROVA

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