Fabio Ponzo

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Fabio Ponzo è nato a Roma il 27/05/1982. Da sempre appassionato di fotografia, misteri ed archeologia. Nel 2012, intraprende la collaborazione con LUOGHI MISTERIOSI http://www.luoghimisteriosi.it/, diventandone parte dello STAFF, accentuando cosi la sua voglia di scoperta nel campo del mistero. Nel dicembre 2013 collabora insieme ad altri quattro illustri ricercatori, tra i quali Giancarlo Pavat, alla realizzazione del libro “in cammino … fino all’ultimo labirinto”, edito con la http://www.youcanprint.it/ E’ continuamente alla ricerca di verità nelle leggende, documentando sul posto le tracce più visibili che la storia ci ha lasciato; riportandole alla luce e alla conoscenza di tutti. Il motto che più lo rappresenta è: …”Credendo Vides” (credendo riuscirai a vedere).
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Come nasce il tuo interesse per il mistero?
Credo che il mio interesse per il mistero sia innato. Credo si nasca già con una missione da compiere, una missione da portare avanti in qualche modo. La voglia di cercare, scoprire, indagare ci fa sentire vivi; ci fa sentire parte integrante di questo mondo. Sono certo che una persona senza nessuno stimolo per l’ignoto non viva veramente a pieno la propria Vita.



La ricerca nel campo del mistero richiede conoscenze particolari?
Sicuramente un minimo di conoscenza serve e aiuta per quel che si va a cercare, andare alla “ceca” potrebbe essere entusiasmante in certi versi ma non veritiero. L’importante è che la passione per quello che si fa ci sia sempre, la passione è il motore che ci fa andare avanti, quello stimolo in più per aprire le nostre menti a nuovi orizzonti.



Durante le visite nei luoghi che indaghi, hai mai avuto esperienze paranormali?
No, purtroppo non ho mai avuto esperienze paranormali durante un mia indagine. Dico purtroppo perché sarebbe bello assistere a dei fenomeni che la scienza reputa paranormali; un modo in più per porci degli interrogativi ai quali per l’ennesima volta non daremo risposta. Ma dopo tutto è proprio questo il fascino del mistero: non avere risposte certe. 



Collabori con dei gruppi di ricerca paranormale?
Noi siamo un organizzazione che si occupa maggiormente di archeomisteri, cioè tutti quei misteri legati alla storia e all’archeologia, ma collaboriamo anche con dei gruppi che entrano a far parte del ramo del paranormale.



Che ruolo d’importanza riveste un simbolo reperito durante una ricerca?
Questa è una domanda che va molto sullo stato emozionale del ricercatore. Personalmente l’importanza che do ad un simbolo o ad una incisione è tanta. Primo perché quel determinato simbolo è unico nel suo genere ed è ancora li dopo secoli e già questo è un bell’impatto emotivo.  Secondo perché quei simboli incisi su una parete, su una colonna e via discorrendo avevano un preciso significato, che sia stato esoterico o cristiano è indifferente, la cosa importante è che vengano ancora rispettati e studiati; per far si che la loro storia non vada persa o dimenticata.
 


Un simbolo può avere connotazioni criptiche di tipo magico?
Certo. Uno fra tutti è il simbolo del SATOR non a caso viene anche denominato QUADRATO MAGICO. Simbolo antichissimo che si perde nella notte dei tempi e che viene ritrovato spesso all’interno o all’esterno di chiese a carattere medievale. Un simbolo criptico, ermetico e potente che racchiude in se sicuramente conoscenze che vanno aldilà di ogni concezione umana; tanto da essere spesso associato ai cavalieri Templari, i quali contrassegnavano i propri luoghi di maggiore interesse esattamente con questo simbolo.


Credi nell’esistenza di dimensioni parallele?
Assolutamente si. Associare il “nostro mondo” come unica realtà visibile è un modo effimero di ragionare. Tutto ciò che ci circonda è energia, noi stessi siamo energia; quindi perché non credere in altre dimensioni? Gli stessi fantasmi (usando il termine più popolare) sono in un’altra dimensione, li si vede fluttuare no perché sono tutti esperti in lievitazione, ma perché il loro “piano” è diverso dal nostro.
Ragionare a 360° è il miglior modo per non chiudersi in se stessi ed evitare i cosi detti paraocchi.



Cosa sono i fantasmi per te?
I fantasmi per me sono anime inquiete vaganti, intrappolate ancora nella loro vita terrena alla ricerca perenne di pace. Soprattutto chi muore di una morte violenta è più “predisposto” per questo tipo di passaggio extra corporeo.

Hai mai assistito ad un poltergeist?
No.

Quale pensi sia la nazione più carica di leggende e misteri e per quale motivo?
Penso che la Gran Bretagna sia la più “infestata”, si va dalle storie più inquietanti di spettri alle leggende più sognanti di fate e folletti. Il motivo non saprei precisamente, probabilmente una tradizione molto forte tramandata per secoli ha fatto si che queste storie prendessero più consistenza e incrementassero maggiormente la curiosità dei ricercatori nell’indagare. E si sa che più si ricerca e più le verità torna alla luce e alla portata di tutti.


Perché negli ultimi anni si è aperta una vera e propria caccia ai misteri?
Penso che la gente abbia sempre più fame di conoscenza e voglia di sapere. Credo che Dan Brown con il suo libro “The Da Vince Code” abbia dato uno scossone alle menti delle persone. Si perché da li si è riaccesa la curiosità verso i Templari e si sa che questi cavalieri sono avvolti dal mistero … un assurda conseguenza a catena ha spinto ricercatori e appassionati, compreso me, a uscire fuori casa e iniziare a cercare e a sperare che non tutto sia stato perduto, ma che qualcosa di insoluto ci sia ancora.



Quanto è importante la notorietà?
La notorietà è molto soggettiva e dipende da che uso se ne fa. Se la notorietà viene usata come mezzo per divulgare e far conoscere credo sia molto importante e utile; se al contrario la si usa per un fine auto celebrativo allora è meglio rimanere nell’ignoranza.



Quanto sono importanti i mass-media?
I mass-media hanno la loro assoluta importanza quando si vogliono far conoscere cose o situazioni che da soli non si è in grado di diffondere a scopo sociale o culturale. Le notizie girano grazie a loro. Tutto è utile l’importante è con che spirito lo si fa.



Cosa consiglieresti ad un gruppo di ghost hunters?
Consiglierei sempre di stare con i piedi a terra e di non trarre decisioni affrettate spinte magari da un eccessivo entusiasmo del momento che si sta vivendo. Distinguere la realtà con l’irreale è importantissimo per evitare di cadere in conclusioni infondate.



Cosa consiglieresti ai futuri indagatori del mistero?
Consiglieri la stessa cosa detta sopra senza ombra di dubbio. La serietà è la prima cosa che deve esserci in un ricercatore.


Un consiglio per tutti coloro che seguono questo tipo di ricerche e scoperte?
Metteteci sempre tutta la passione possibile, non arrendersi mai di fronte ad un NO ricevuto, ma ritentare altre strade che portino alla medesima conclusione. Che la vostra sete di conoscenza verso l’ignoto rimanga indelebile nel tempo, perché vivere senza cercare è come non aver mai vissuto.

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Il team di FANTASMI SVELATI ringrazia Fabio Ponzo per aver accettato di rispondere alle nostre domande e per averne concesso la pubblicazione.

GHOST HUNTERS E FENOMENI PARANORMALI AL BANCO DI PROVA

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